Manca ancora un anno alle elezioni americane ma i media sono già in pieno fermento grazie ai candidati dei due maggiori partiti, quello Democratico e quello Repubblicano, che appaiono ad ogni ora del giorno su tutti i notiziari. Ognuno di loro propone slogan, temi, soluzioni, di cui si parlerà per giorni in tv, sui giornali, su blog e social network. Tuttavia, il percorso che porterà all’individuazione del ticket presidenziale, composto dal candidato presidente e dal suo vice, è ancora lungo e l’opinione pubblica si trova ancora in una fase di interlocuzione. Molti dei candidati ad oggi, infatti, sono poco conosciuti e la mole di informazioni che si riversa sui media talvolta non aiuta i futuri elettori a fare chiarezza. 

Per gli osservatori alle prime armi, ecco il nostro “punto della situazione”, sui candidati alla nomination presidenziale nei due schieramenti: chi ha le maggiori possibilità di ottenerla e quali sono i principali argomenti discussi fin qui nei dibattiti.

 

us-electionsPhoto credit: The London Globalist

I candidati del Partito Democratico

 

Democratic_Party
  • Nome: Hilary Clinton

Ruolo più recente: Segretario di Stato (2009-2013)

 

  • Nome: Lawrence Lessig

Ruolo più recente: Professore di diritto e attivista

 

  • Nome: Martin O’Malley

Ruolo più recente: Governatore del Maryland (2007-2015)

 

  • Nome: Bernie Sanders

Ruolo più recente: Senatore del Vermont  (2007-presente)

 

Secondo i sondaggi, Hilary Clinton, ex first lady, ex segretario di stato, esponente di punta del Partito Democratico e parte determinante di una vera e propria “aristocrazia politica”,  si trova ancora davanti a tutti gli altri candidati. Tuttavia, Bernie Sanders, considerato vicino a posizioni simil socialiste, sta guadagnando punti e consensi. Nel caso in cui ottenga la nomination, per avere speranze di vittoria, la Clinton dovrà avere l’appoggio della cosidetta “Obama coalition”, quell’amalgama sociale composto da giovani, afro-americani e bianchi laureati, che fu decisivo per l’ascesa del primo “Potus” di origini afroamericane.

I candidati repubblicani

 

GOPFINALPhoto credit: Milltown Republican Organization
  • Nome: Jeb Bush

Posizione più recente: Governatore della Florida (1999-2007)

 

  • Nome: Ben Carson

Posizione più recente: Medico neurochirurgo (fino al 2013)

 

  • Nome: Chris Christie

Posizione più recente: Governatore del New Jersey (2010-presente)

 

  • Nome: Ted Cruz

Posizione più recente: Senatore del Texas (2013-presente)

 

  • Nome: Carly Fiorina

Posizione più recente: Chairwoman dell’American Conservative Union Foundation

 

  • Nome: Jim Gilmore

Posizione più recente: Governatore della Virginia dal 1998 al 2002

 

  • Nome: Lindsay Graham

Posizione più recente: Senatore del South Carolina ( 2003-presente)

 

  • Nome: Mike Huckabee

Posizione più recente:  Governatore dell’Arkansas (1996-2007)

 

  • Nome: Bobby Jindal

Posizione più recente: Governatore della Louisiana ( 2008-presente)

  • Nome: John Kasic

Posizione più recente: Governatore dell’Ohio ( 2011-presente)

 

  • Nome: George Pataki

Posizione più recente: Governatire di New York

 

  • Nome: Rand Paul

Posizione più recente: Senatore del Kentucky ( 2011-presente)

 

  • Nome: Marco Rubio

Posizione più recente: Senatore della Florida ( 2011- presente)

 

  • Nome: Rick Santorum

Posizione più recente:  Senatore della Pennsylvania (1995-2007)

 

  • Nome: Donald Trump

    Posizione più recente:
     Immobiliarista, imprenditore, personalità televisiva

Secondo le più recenti rilevazioni, sono Donald Trump e Ben Carson  a dominare la corsa all’interno del Gop – Grand Ole Party, contendendosi la pole position per l’investitura. I due possono contare entrambi sull’appoggio dei gruppi di pressione che rappresentano la maggioranza degli elettori repubblicani, cioè i conservatori e gli evangelici bianchi. Trump, inoltre, si è guadagnato i favori delle donne conservatrici, tra le quali è largamente popolare. 

I temi caldi: su cosa si confrontano i candidati

Tasse e politiche fiscali

Entrambi i partiti sono favorevoli ad una riduzione della pressione fiscale, ma sono in disaccordo sul “come“. I Democratici ritengono che la classe media e le famiglie a basso reddito debbano beneficiare di una riduzione delle tasse. I Repubblicani sostengono invece che i tagli debbano favorire tutti i livelli di guadagno, comprese le grandi corporazioni e le famiglie più ricche.

 

republican debatePhoto credit: Npr

Lavoro e competitività 

Su lavoro e sviluppo economico, la ricetta proposta dai due schieramenti diverge sensibilmente. I Repubblicani si oppongono ad un aumento dello stipendio minimo, perché ritengono che i costi debbano sempre mantenersi bassi per tutte le realtà produttive, in modo da immettere sul mercato merci a prezzi più convenienti. D’altro canto i Democratici sostengono che un aumento dello stipendio minimo consentirebbe a tutte le famiglie americane di acquistare un maggior numero di beni e servizi, rimettendo in moto i consumi. Inoltre, i democrat  propugnano la necessità di una protezione delle imprese nazionali, un aspetto che invece i Repubblicani vedono come una limitazione al libero mercato e quindi un elemento in grado di danneggiare la competitività degli Stati Uniti, sul mercato interno e su quello internazionale.

 

democraticPhoto credit: CNN Politics

Sanità 

I Democratici confermano come imprescindibile il ruolo dello Stato nella gestione della sanità: secondo loro, anzi, bisognerebbe aumentare gli investimenti statali in questo ambito, per permettere a tutti i cittadini l’accesso gratuito alle cure mediche. I Repubblicani ritengono, invece, che la Sanità debba essere mantenuta privata, in modo tale da evitare un aumento della spesa pubblica ed un peggioramento della qualità dei servizi offerti.

Welfare e politiche sociali

Anche su questo terreno, le differenze tra i due partiti si fanno marcate. I Democratici sostengono un sistema di welfare – dalla sanità ai sussidi di disoccupazione – a carico del governo centrale. I Repubblicani invece propongono un modello nel quale le politiche sociali sono sostanzialmente demandate all’iniziativa privata. 

Immigrazione

In generale, i Democratici sono favorevoli alla creazione di un percorso di legalizzazione per gli immigrati arrivati illegalmente sul territorio statunitense, a patto che presentino una fedina penale pulita. Al contrario, i Repubblicani vorrebbero una maggiore rigidità nei controlli al confine.

Istruzione

Per i Repubblicani, i prestiti scolastici dovrebbero essere offerti esclusivamente dai privati, mentre i Democratici supportano la creazione di borse di studio e prestiti governativi.
A qualunque schieramento vi sentiate affini, il giudizio è unanime: le prossime presidenziali americane saranno un momento di svolta e cambiamento. 

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