E’ il 2015 e, siamo onesti, non c’è nulla che controlliamo più ossessivamente del nostro smartphone. A tal proposito, si dice che esista “una app per tutto“. Non c’è da stupirsi quindi se qualcuno è riuscito a trovare, grazie al proprio telefono di ultima generazione, l’anima gemella, o solo la compagnia di una sera. 

I siti di incontri, dove compilare profili dettagliati per creare un “match” con potenziali “metà“, non sono certo una novità. Da match.com a OK Cupid, queste piattaforme sono online ormai da diversi anni, e probabilmente per molte persone hanno funzionato. Tuttavia, le applicazioni per appuntamenti più recenti, come ad esempio, Hinge, Bumble, Happn, hanno affinato la tecnica di matching, connettendo gli utenti con amici e conoscenti in comune, oppure permettendo di tracciare il percorso casa – lavoro, per trovare le persone con cui, inconsapevolmente, le nostre strade si incrociano tutti i giorni. 

Abbiamo avuto tutti la nostra dose di primi appuntamenti disastrosi, e di quelli andati solo un filo “meglio“. Ecco alcune storie di ragazze newyorchesi che si sono affidate alle dating app di ultima generazione. 

Hinge – La versione più elegante di Tinder 

 

10501889_689917484411342_4464359529444099760_nPhoto Credit: Hinge

Hinge propone accoppiamenti utilizzando l’account di facebook. Quando tuo fratello appare sulla app, è il momento di realizzare che il mondo virtuale, talvolta, è davvero troppo piccolo. 

Kelly, una veterana della scena dating newyorchese, racconta che da un po’ di tempo chattava con un ragazzo su Hinge. Sembrava un tipo carino e a posto. Il suo profilo non era particolarmente ricco di informazioni, ma sembrava un ragazzo tranquillo. Dopo un po’ di chat occasionali, e di battute spiritose, hanno optato per un tentativo di appuntamento. Dal vivo, lui continuava a ricordare a Kelly che voleva “impressionarla“. Lei era intrigata e scherzava con lui, chiedendogli se intendesse farlo proponendo qualche mossa acrobatica. Ma lui ha portato altrove la conversazione: “in realtà mi piacerebbe fare uno strip tease per te. Puoi anche comandare tu, se vuoi“. Completamente spiazzata, Kelly concluse che si sentiva più una ragazza con cui bere una birra e scambiare quattro chiacchiere. 

Così è finita quel giorno, tra loro. Per fortuna non ha mai più avuto notizie di lui. 

Bumble – Dove sono le donne a comandare

 

imgresPhoto Credit: Bumble

Qui la conversazione inizia solo se le ragazze lo vogliono. Una volta che la app combina un matching, ogni utente donna ha 24 ore per scrivere al suo corteggiatore, prima della scadenza del collegamento (se davvero vi piace “quella” ragazza, la connessione si può estendere per altre 24 ore, ma con una sola “fortunata” al giorno).

Kara, una maestra elementare di NYC, ha conosciuto su Bumble un ragazzo carino che le ha chiesto di uscire a prendere un drink, dopo pochi scambi di messaggi. Avevano molto in comune, tra cui diversi amici, quindi decisero di fissare una data per vedersi. Dopo qualche spostamento, riuscirono finalmente a vedersi e la serata si rivelò piuttosto divertente. Mentre parlavano, una cara amica di Kara veniva spesso menzionata dai due come “amica reciproca” e vicina di casa di Kara. La scintilla tra la ragazza e il “Bumble boy“era decisamente scattata e Kara, tutta contenta, lo scrisse alla sua amica in un messaggio. L’incidente, però, era dietro l’angolo. Grazie a quel messaggio, infatti, venne fuori che il ragazzo e l’amica di Kara si conoscevano per un semplice motivo: uscivano insieme e lei credeva fosse una relazione “esclusiva“. E’ il caso di dirlo: disastro digitale. 

Happn – Sulle tracce dell’amore

 

637379_138x138Photo Credit: Happn

 

Grazie a Happn, se dovesse passarvi accanto il grande amore della vostra vita, non perdereste mai le sue tracce. Happn infatti segue il vostro percorso a piedi, integrandolo con quello di altri utenti. Se scatta l’incrocio, il vostro profilo appare sulla app per un possibile incontro.

June, una neoventicinquenne, aveva incontrato un ragazzo carino su Happn, decidendo quasi subito di portarlo fuori per un drink. Peccato che lui si  presentò ubriaco e, durante l’appuntamento, pensò bene di fare amicizia con i ragazzi seduti al tavolo a fianco, offrendo loro un giro di bevute gratis. Generoso, no? Tuttavia, il ragazzo era davvero carino, quindi June lo seguì nel suo appartamento per osservare insieme il romantico panorama dal terrazzo. Bella mossa, peccato che lui si addormentò tra uno sguardo ai grattacieli e l’altro. Il giorno dopo, June fu inondata da una quantità inimmaginabile di messaggi di scuse. Hanno funzionato: June e il ragazzo “tracciato” su Happn si frequentano ancora.

Lo scenario degli appuntamenti per single non è semplice: talvolta sembra di essere davvero in una giungla, come tanti atomi dispersi nella grande città. Gli appuntamenti al buio possono rivelarsi da subito un grande successo o un enorme disastro, ma può valerne la pena se, alla fine del percorso, trovate la persona giusta per voi. Provateci, e potrete rimanere sorpresi: la persona giusta, infatti, potrebbe essere proprio dietro l’angolo.

 

holding-hands-young-couplePhoto Credit: The Digest Online

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