Walt Whitman nel 1855 scrive: “La mia voce va dove i miei occhi non possono giungere, ruotando la mia lingua circondo mondi e volumi di mondi” e la raccolta di componimenti Leaves of Grass diventa la sua opera di maggior successo. Ad oltre un secolo e mezzo di distanza, le flebili voci dei poeti sono le meno ascoltate, a differenza di quelle dei cantautori, in continua amplificazione.

Narra la leggenda che uno di questi cantautori, nel 1977, arriva a New York City con 35 dollari in tasca: il suo nome è Madonna Louise Veronica Ciccone. Allora, era poco più che una ragazzina diciannovenne, di origini italo-americane, proveniente dal Michigan,  con il sogno di diventare ballerina. Trentotto anni dopo, questa ex-ragazzina sta per partire con il suo decimo tour mondiale, dopo il lancio di Rebel Heart, il suo ultimo album, recensito da Time magazine come “in assoluto l’album di Madonna  più realistico e uno dei migliori degli ultimi anni”.

Per questo giro intorno al Mondo, che arriverà a toccare America, Europa, Asia ed Australia, Arianne Phillips sarà nuovamente l’addetta ai costumi: i designer fanno a gara per poter far indossare una loro creazione a Madonna, e questa volta i fortunati sono stati Alessandro Michele (Gucci), Jeremy Scott (Moschino), Alexander Wang, Fausto Puglisi e Miuccia Prada. Per sei mesi, i designer “prescelti” hanno abbozzato, imbastito e confezionato oltre 200 costumi per i ballerini, le coriste, la band, ma soprattutto per lei, la star dello show e una delle assolute signore dello star-system. 

tumblr_nuf21pcHoZ1r6jqq1o1_1280Fausto Puglisi, Moschino, Prada, Fausto Puglisi, Gucci, Arianne Phillips, Moschino, Alexander Wang. 
Photo Credit: WWD

Lo spettacolo inizia con Iconic: Madonna è rinchiusa all’interno di una pesante gabbia che sembra provenire dall’epoca di Giovanna d’Arco. Mentre viene lentamente calata sul palco, si scorge il suo primo costume firmato Phillips: un abito samurai con strette fasce di raso rosso e stivali di pelle nera – i ballerini indossano armature dorate di simile derivazione asiatica. “Non c’è nulla da spiegare, lei è un’icona”, sottolinea, ammirato, Alexander Wang Nella stessa parte del concerto, vengono eseguite Bitch I’m Madonna, Holy Water/Vogue, con ballerine travestite da suore, e Devil Pray, una delle numerose fan-favorites della serata.

alexPrima foto: Arianne Phillips; seconda e terza foto: Alexander Wang
Photo Credit: Kevin Mazur/Getty Images

La seconda parte dello show si apre con Body Shop, componimento dalle sonorità indiane, passando poi a True Blue, che torna nei live dopo più di venticinque anni, Deeper And Deeper, fino alle ballad HeartBreakCity/Love Don’t Live Here Anymore, per arrivare a Like A Virgin, grande cavallo di battaglia generazionale. Miuccia Prada, che ha disegnato i costumi di questa sezione, li definisce rockabilly meets Tokyo, ideale descrizione dell’ambientazione intima e leggermente cupa.

niniPrada
Photo Credit: Kevin Mazur/Getty Images; WWD

Dopo un video-interlude con sottofondo S.E.X./Justify My Love, Madonna torna sul palco coperta da un chilometrico mantello di Puglisi, identico a quello disegnato da Armani e sfoggiato nel famigerato episodio della caduta ai Brit Awards 2015.  Alcuni minuti dopo la Regina del Pop si libera, scoprendo un completo da matadora. Dopo le note di Living For Love, primo singolo tratto da Rebel Heart, si passa a La Isla Bonita, per la quale Alessandro Michele ha confezionato un outfit dal riconoscibile tocco gipsy: frange, cappello a falda larga, pizzo e gonna ampia. Una collaborazione che ha reso Michele entusiasta: “Ho creato la mia collezione per Gucci nello stesso periodo in cui lavoravo ai costumi del tour e, dopo essere entrato in contatto con Madonna, ho capito la sua grandezza.” Dopo aver cantato Dress You Up, Who’s That Girl e Rebel Heart, Madonna si prepara per l’ultimo cambio d’abito.

kokoko
Prima foto: Fausto Puglisi; Seconda: Gucci
Photo Credit: Kevin Mazur/Getty Images

Lo spettacolo arriva al mastodontico party di chiusura. Jeremy Scott propone per il gran finale un abito Harlem chic anni ’20, tempestato di diamanti Swarovski perché, come dice lui, “nessuna showgirl è completa senza cristalli”. Si riparte con Music, successo del 2000, Candy Shop e Material Girl. Lo show termina con una cover de La Vie En Rose e con Unapologetic Bitch. A sorpresa, Madonna non si ferma e canta Holiday, uno dei suoi primi successi internazionali.

aoaoMoschino
Photo Credit: Kevin Mazur/Getty Images

Dopo quasi due ore di spettacolo senza pausa e ai limiti del teatrale, non ci sono dubbi: Madonna è l’Elisabetta II della musica. Nessuno riuscirà mai a privarla della sua corona di autentica Regina.

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata