Due delle più note case di moda francesi del vecchio millennio cambiano nome: la prima elimina Yves, la seconda Martin. Pensare che Yves e Martin sono proprio i due designer che, nel 1961 e nel 1988, hanno inventato i due brand che per anni hanno portato i loro nomi: Yves Saint Laurent e Maison Martin Margiela.  

Nel 2002, Yves Saint Laurent chiude il comparto Haute Couture della casa e nel 2004 la collezione ready-to-wear viene affidata a Stefano Pilati. Nel 2008, Saint Laurent muore a Parigi e, quattro anni dopo, Tom Ford subentra sostituendo Pilati. La svolta arriva nel 2012, quando Hedi Slimane assume la posizione di Ford ed inizia una serie di cambiamenti radicali, per cui riceverà pesanti critiche: cambia il nome del brand (Yves Saint Laurent viene mantenuto soltanto per gli accessori e per i cosmetici, gestiti da L’Oreal Paris), sposta il design studio della collezione ready-to-wear a Los Angeles e cancella gli ordini di Colette, famosa boutique francese che si occupa della rivendita di prodotti YSL, colpevole di aver creato una t-shirt con la scritta “Ain’t Laurent without Yves” (non è Laurent senza Yves).

 

Aint-Laurent-Without-Yves-t-shirtPhoto Credit: Sylvia etc

 

La Maison Martin Margiela, invece, viene fondata dall’omonimo stilista, noto per il suo spirito avant-garde e destrutturalista, nel 1988. Margiela non rilascia interviste, non si fa fotografare e le comunicazioni con i media avvengono tramite fax. Lo stilista non appare nemmeno alla fine delle sue sfilate. “MMM”, come viene stilizzato il nome della Maison, viene comprata nel 2002 dal gruppo italiano OTB, con a capo Renzo Rosso, creatore del marchio Diesel. Margiela e Rosso entrano in conflitto quando l’italiano rivela al belga la volontà di voler trasformare la Maison in un brand internazionale. Margiela sente l’integrità del suo prodotto frantumarsi, tanto che nel 2009 si dimette dal ruolo di direttore creativo della casa di moda da lui fondata, lasciando al suo team di designer il compito di creare le nuove collezioni. Nel 2015 viene comunicato che, per le collezioni future, il nome del brand sarà Maison Margiela. Infine, John Galliano entra nel gruppo come direttore creativo.

 

Le Famose Maschere di Margiela

 

Dietro le quinte del tumultuoso mondo della moda, si racconta che Slimane, ossessionato dal mantenere da solo il controllo sul brand YSL, probabilmente ritiene di interpretare correttamente il verbo del fondatore. Yves, infatti, è stato il primo a proporre le collezioni ready-to-wear, abiti confezionati secondo taglie standard e pronti da indossare. Una interpretazione, quella di Hedi, che però ben presto si rivela troppo orientata al guadagno e agli aspetti commerciali, piuttosto che alla creatività e all’unicità sartoriale.

Più drammatico è il resoconto di Martin Margiela, praticamente costretto a dimettersi dalla sua posizione a causa di attriti con Rosso, su aspetti legati a denaro e poteri.

Martin Margiela si è sempre contraddistinto per la pacatezza e per la voglia di portare l’attenzione sui vestiti e non sulla sua persona. Il suo sostituto, John Galliano, è uno dei più competenti designer di moda sulla scena, ed è probabile che, con le sue creazioni, saprà continuare sulla strada del destrutturalismo e della sperimentazione coraggiosa che da sempre caratterizza Maison Margiela.

 

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Hedi Slimane (sinistra) e John Galliano

 

In fin dei conti, questo è il mondo della moda. Spietato e talvolta violento, nel quale, come insegna Miranda Priestley, si arriverebbe ad “uccidere” pur di guadagnarsi un posto al sole. A quanto pare, si può persino arrivare ad alterare un marchio per la voglia infondata di renderlo “un brand nuovo”, oppure, come sono spesso costretti a raccontare press office zelanti e un po’ irriverenti, “si chiude con il passato e si guarda al futuro“. 

 

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